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Otorinolaringoiatria

L'otorinolaringoiatria è la disciplina specialistica che si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell'orecchio, del naso, della gola e delle altre strutture correlate della testa e del collo, tra cui anche il trattamento alle tonsille. Nonostante queste parti appaiano poco correlate, è comune che siano affette congiuntamente da un'infezione o che siano interessate dallo stesso trauma, per questo motivo sono trattate da uno specialista unico.

Il medico specialista viene chiamato otorinolaringoiatra.


Orecchio

L'orecchio, oltre che esercitare la funzione dell'udito, ha anche il compito di regolare l'equilibrio del corpo.

L'anatomia e il funzionamento dell'orecchio si possono spiegare secondo le leggi meccaniche: le onde sonore vengono raccolte dal padiglione auricolare, che per la sua conformazione è in grado di stabilirne anche la direzione di provenienza, e convogliate nel condotto uditivo che termina con il timpano; questo, che è costituito da una sottilissima membrana, vibra; queste vibrazioni mediante una catena di ossicini che si trovano nell'orecchio medio vengono trasmesse all'orecchio interno,


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dove sono trasformate dalle cellule ciliate in impulsi nervosi, che vengono trasmessi al cervello dal nervo acustico.

Il disturbo fondamentale dell'orecchio è ovviamente la ipoacusia, poiché la riduzione della capacità uditiva, misurata in decibel, se è accentuata, può portare, in campo sociale, a un autoisolamento dell'individuo con conseguenze psicologiche negative. Un altro disturbo fastidioso sono gli acufeni, continui rumori auricolari con cui il paziente, purtroppo, dovrà quasi sempre convivere.

L'orecchio

Invalidanti sono invece le vertigini. Esse sono dovute a un cattivo funzionamento di una parte dell'orecchio interno (il labirinto). Se si esclude la vertigine parossistica benigna dell'infanzia e quella da posizione, che insorge improvvisamente a seguito di particolari movimenti, la vertigine che denuncia una crisi vestibolare dura anche per giorni ed è accompagnata da violenta nausea e vomito ed ha diverse cause (otite cronica, malattie autoimmuni, ecc.).

Durante la visita il medico, dopo un'indagine sul tipo di dolore lamentato dal paziente, ispeziona l'orecchio esterno al fine di rilevare eventuali arrossamenti, tumefazioni, secrezioni, la pervietà del condotto uditivo, eventuali tappi di cerume, ecc.; servendosi dell'otoscopio osserva lo stato del timpano, verificandone l'integrità e, in presenza di perforazione, osserva lo stato della mucosa dell'orecchio medio, che può presentare secrezioni sierose, mucose, ecc.

Va tenuto presente, tuttavia, che un'otalgia non sempre è imputabile all'orecchio, poiché sono possibili otalgie riflesse per irritazione dei nervi sensitivi che intervengono nella sensibilità dell'orecchio stesso.


Quando non è questo il caso, si evidenzia una otite, che se interessa l'orecchio esterno si manifesta con dolore piuttosto forte anche durante la masticazione, gonfiore del condotto uditivo, calo dell'udito e spesso secrezione sierosa; se invece l'infiammazione è localizzata nell'orecchio medio, l'otite provoca anche acufeni e vertigini. L'infiammazione del naso e della faringe possono causare un'otite essudatriva e il ristagno delle secrezioni nell'orecchio medio, oltre a dare origine ad altre infezioni (anche a carico dell'orecchio interno), favorisce la proliferazione dei batteri e può portare alla perforazione del timpano.

La chirurgia dell'orecchio riguarda specialmente l'otosclerosi, che colpisce il labirinto nella sua parte iniziale, e precisamente la sua capsula ossea; poiché la staffa si blocca compromettendo le capacità uditive, occorre intervenire chirurgicamente con elevate probabilità di successo (stapedioplastica), a meno che non sia interessata anche la coclea, perché in tal caso occorre molta prudenza.


Naso

Il naso è costituito da due cavità separate da un setto cartilagineo e, oltre a essere l'organo dell'olfatto, serve, di regola, per la respirazione. L'odore viene percepito quando i recettori che si trovano nella parte superiore della cavità nasale vengono colpiti dalle molecole di sostanze odorose veicolate dall'aria che inspiriamo e dal nervo olfattivo trasmesso al cervello; l'aria che inspiriamo, dopo essere stata umidificata, depurata dalle sostanze estranee e riscaldata, passa nella trachea e da qui nei polmoni. Nell'espirazione l'aria calda proveniente dai polmoni compensa la cavità nasale raffreddata in precedenza.

Un inconveniente per tale funzione può essere costituito dalla deviazione del setto nasale, di natura traumatica oppure congenito, che rende la respirazione difficoltosa e può costringere il paziente a respirare con la bocca e che non di rado, nella stagione fredda, è responsabile di laringiti e otiti. Analoghi e più gravi conseguenze possono derivare ai bambini affetti da adenoidismo (ipertrofia delle adenoidi, un tessuto linfoide costituente la tonsilla faringea). La risoluzione di tali malformazioni è chirurgica.

Oltre al comune raffreddore (rinite), il naso può essere affetto anche dalla sinusite, provocata da una infiammazione di origine batterica, virale oppure allergica dei seni paranasali e che, cronicizzandosi, può portare danni permanenti. Si manifesta come un raffreddore molto intenso, con cefalea e abbondante secrezione nasale; se la terapia antibiotica risulta inefficiente, potrebbe essere necessario l'intervento chirurgico per rimuovere il condensato di muco e di pus accumulati in cavità dove dovrebbe esserci aria.


Gola

La visita dell'otorino comprende anche l'ispezione della gola e del collo. La palpazione del collo tende a stabilire eventuali patologie delle ghiandole salivari, dell'istmo tiroideo o della sede parotidea; va controllata la motilità e rigidità cervicale; in presenza di asimmetrie e tumefazioni a livello sotto mandibolare deve essere ricercata l'appartenenza della stessa al pacchetto linfonodo facciale o alla ghiandola sotto mandibolare, ecc. Ma è la gola la sede di frequenti patologie: la faringite, che si manifesta con febbre, congestione delle mucose, difficoltà di deglutizione, infiammazione delle tonsille (tonsillite, assolutamente da non trascurare, poiché, cronicizzandosi, può portare al reumatismo articolare o cardiaco e finanche a gravi complicazioni a carico dei reni), dell'ugola, spesso con placche e, se di origine virale, è accompagnata da raffreddore, tosse, raucedine, ecc.; nei casi gravi si possono associare diarrea e congiuntivite; la laringite, che si manifesta con raucedine (alterazione delle corde vocali) e qualche volta con tosse e febbricola, può essere rischiosa qualora l'infiammazione si estenda alla trachea (tracheite) e ai bronchi (bronchite).

Oggi l'ispezione rinofaringea avviene con strumenti sofisticati (rinofaringoscopi fessibili introdotti per via nasale senza anestesia oppure, in narcosi, con laringoscopico rigido che permette un'ispezione ancora più accurata).