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Omotossicologia

L'omotossicologia, considerata una corrente dell'omeopatia, appartiene, come questa, all'area delle medicine alternative ed è basata sullo studio delle omotossine, ossia di quei fattori tossici per l'uomo ai quali si fa risalire la causa di tutte le malattie. L'omotossicologia ritiene di poter curare senza il rischio di alcuna controindicazione quasi tutte le patologie che non siano allo stadio finale, quando il malato ha ormai esaurito la sua energia reattiva.

Il medico specialista viene chiamato omotossicologo / omotossicologa.


La visita presso uno specialista

La visita presso uno specialista in omotossicologia prevede un colloquio iniziale durante il quale il medico inquadra i sintomi del paziente in una specifica fase servendosi, oltre che del colloquio, spesso anche di esami strumentali (come il Vega Test o l'Eav) al fine di ricavare una visione completa dello stato generale del paziente; quindi, inquadrati i sintomi secondo la "tavola delle omotossicosi". Viene impostata una terapia che stimoli la risposta immunitaria dell'organismo ne attivi il processo di autoguarigione.


Omotossicologia  Omotossicologo  Omotossicologa  Medicine alternative  Omotossine  Fattori tossici  Hans-Heinrich Reckeweg 

Dopo decenni di attività professionale come omeopata, il medico tedesco Hans-Heinrich Reckeweg si dedicò alla ricerca scientifica ed elaborò una nuova interpretazione dell'omeopatia, integrandovi molti concetti della medicina convenzionale.

Secondo Reckeweg, infatti, l'omeopatia deve svecchiarsi rispetto alle regole dettate da Hahnemann due secoli fa e deve tenere conto delle più recenti scoperte della medicina, della biochimica e della fisica. A partire dalla seconda metà del '900, egli sviluppò il concetto di omotossicologia come tentativo di sintesi tra l'omeopatia e la medicina tradizionale e mise a punto uno specifico tipo di terapia con l'introduzione di nuovi rimedi e nuove formulazioni nella farmacopea omeopatica.

L'omotossicologia considera la malattia come una violenta reazione del sistema immunitario all'aggressione di un agente tossico, o omotossina (farmaci chimici, sostanze inquinanti, prodotti tossici dei processi cellulari, virus, batteri). Quando un agente tossico penetra nell'organismo, il sistema immunitario attiva una reazione di difesa in grado di bloccarlo; il corpo elimina la tossina in modo naturale attraverso vie di escrezione fisiologiche, evitando così lo sviluppo della malattia. Se però la risposta immunitaria si rivela insufficiente a espellere le tossine, queste si accumulano nei tessuti dando luogo alle malattie. Pertanto la terapia omotossicologica si propone di attivare e potenziare il sistema di difese naturali dell'organismo, aiutandolo a eliminare gli agenti tossici e a ritrovare il suo originario stato di benessere.

L'omotossicologia si basa su tre leggi fondamentali

1) Il sinergismo

In base al quale l'associazione di più principi omeopatici scelti in modo opportuno esplica un effetto superiore all'attività dei singoli componenti (le sostanze medicamentose, dunque, risultano più efficaci se assunte combinate tra loro piuttosto che singolarmente);

2) L'effetto inverso

L'effetto inverso sostiene che dosi elevate di una sostanza attiva hanno un effetto tossico sulla funzionalità di un organo o di una cellula, mentre dosi basse hanno un effetto stimolante; in pratica, una tossina somministrata in diluizione omeopatica non solo perde la sua tossicità, ma invertendo il suo effetto aiuta l'organismo a disintossicarsi;

3) La legge del simile

Infine la legge del simile, riprendendo il concetto fondante dell'omeopatia classica, afferma che la malattia può essere curata somministrando al malato quel tipo di tossina che, sperimentata su soggetti sani, ha provocato la malattia che si vuole curare.


In omotossicologia i sintomi sono inquadrati secondo la cosiddetta "tavola delle omotossicosi", che suddivide schematicamente le malattie in base al grado di compromissione dell'organismo. Le fasi del decorso di una malattia vengono individuate in "Fasi Umorali" (di escrezione, reazione e deposito) che corrispondono al periodo iniziale di tutti i processi patologici, in cui i meccanismi di difesa dell'organismo sono ancora attivi e quando ancora ia prognosi è favorevole; seguono le "Fasi Cellulari" (di impregnazione, degenerazione e neoplasia) che rappresentano l'evoluzione peggiorativa del processo patologico, con prognosi via via più sfavorevole.

L'omotossicologia fa uso di farmaci che rispondono alle sue tre leggi fondamentali; si tratta di rimedi complessi formati da un'associazione di sostanze che agiscono secondo un'azione sinergica. Vi figurano anche numerosi rimedi omeopatici unitari, in cui alla diluizione di base sono aggiunte diluizioni molto più alte dello stesso farmaco, così da ottenere un ampio spettro d'azione.

Numerosi preparati antiomotossici contengono, accanto ai rimedi omeopotici classici (derivati da piante, minerali, animali), sostanze che servono a rendere non solo più estensiva, ma anche maggiormente incisiva la terapia. Tra questi compaiono i rimedi "nosodi", ricavati da prodotti del metabolismo, parti del corpo, virus, batteri non più infetti; preparati di organo di suino, usati nelle malattie croniche e quando vi è un danno di organo; catalizzatori intermedi, considerati importanti nei processi chimici cellulari; allopatici omeopatizzati, derivati da sostanze usate nei farmaci chimici tradizionali ma che, a dosi omeopatiche, svolgono la funzione di antidoto permettendone la disintossicazione.