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Medicina generale (medici di famiglia)

La medicina generale non cura organi e malattie ma le persone, malate e sane (in questo secondo caso con scopi preventivi).

Il medico di medicina generale viene chiamato medico di famiglia, medico curante o medico di fiducia. In Italia è l'ufficiale sanitario di primo livello.


Forme associative

I medici di medicina generale possono costituire forme associative per lavorare in maniera coordinata con altri colleghi. Questa forma di lavoro associato, previsto dalle vigenti leggi, formulata in accordo con la ASL, e comunicata all'Ordine dei Medici, ha lo scopo di fornire un servizio più esteso e coordinato ai propri assistiti.


Caratteristiche delle diverse forme associative

Con riferimento alla gestione della privacy negli studi medici non si può trascurare l'aspetto dell'associazionismo nell'esercizio della professione.


Le diverse forme associative nella medicina generale


Medicina generale  Medico di famiglia  Medico curante  Medico di fiducia  Ufficiale sanitario  Cura le persone  Forme associative  Medicina in associazione  Medicina in rete  Medicina di gruppo 


Come noto, le forme di associazione sono:

Ricordiamo le principali caratteristiche comuni a tutti i tipi di associazione menzionati:

  • la forma associativa è libera, volontaria e paritaria;
  • il documento contenente l'accordo fra i professionisti sulla forma associativa deve essere depositato presso la A.s.l. e presso l'Ordine dei Medici di competenza;
  • deve essere data pubblicità ai pazienti delle caratteristiche e dei servizi dell'associazione;
  • possono far parte dell'associazione solo medici convenzionati, medici di continuità assistenziali, medici di libera scelta;
  • sede rappresentativa unica (ma possibilità di diverse sedi operative);
  • numero di medici non inferiore a 3 e non superiore a 8 o 10 (tranne casi particolari);
  • un medico non può aderire a più forme associative;
  • ciascun medico si impegna a svolgere la propria attività anche nei confronti degli assistiti degli altri medici della forma associativa, anche mediante l'accesso reciproco agli strumenti di informazione di ciascun medico;
  • devono essere garantiti da parte dell'associazione e dei singoli medici degli orari di tempo minimi da rispettare per garantire la continuità della forma assistenziale;
  • a ciascun medico vengono liquidate le competenze di cui è titolare;
  • la suddivisione delle spese di gestione dello studio viene liberamente concordata tra i componenti della forma associativa;
  • devono essere previste riunioni periodiche per la verifica del funzionamento dell'associazione;
  • deve essere eletto un delegato che abbia funzioni di raccordo funzionale e professionale;

Forme associative e privacy

Vediamo ora il rapporto fra le forme associative dei medici e la normativa sulla privacy.

Una delle caratteristiche principali delle tre forme associative è quella della posizione paritaria fra i medici partecipanti: quindi nella gestione dei dati dei rispettivi pazienti non si potrà mai parlare di medici “incaricati” al trattamento, in quanto la figura dell'incaricato ha la precisa caratteristica di operare sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile. Ne consegue che una peculiarità fondamentale, quale quella della forma paritaria, non si abbina ad una subordinazione all'autorità di uno o più membri dell'associazione da parte di altri membri della stessa, neppure per quanto riguarda la gestione dei dati personali dei pazienti. In caso contrario si verrebbe a falsare la natura stessa dell'associazione.