Discipline mediche

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Mappa interattiva degli specialisti e centri medici suddivisi per disciplina medica sul territorio nazionale.

Medicina e chirurgia

Le specializzazioni mediche si possono sintetizzare nelle seguenti tipologie:

  1. Discipline mediche
  2. Discipline di laboratorio
  3. Metodi terapeutici
  4. Medicina alternativa

La necessità della visita medica

Ognuno di noi, nel corso della propria vita, è dovuto ricorrere a un medico per una malattia reale o immaginaria. Nel secondo caso il medico si è limitato a prescrivere, dietro insistenze del paziente, un "farmaco" assolutamente innocuo e il cosiddetto

Medicina e chirurgia
 

"effetto placebo" ha avuto ragione della "malattia" e sopratutto delle preoccupazioni del "malato". Nel caso invece di un a malattia reale l'approccio è ovviamente più complesso, poiché alla comprensibile inquietudine del paziente si intreccia la ricerca, talora assai laboriosa, delle cause della malattia.

La visita medica comporta la descrizione, da parte del paziente, dei sintomi, che vanno da una una generica stanchezza a un dolore ben localizzato: il paziente dev'essere in questa fase esauriente il più possibile e comunicare senza reticenze al proprio medico tutte le informazioni di cui dispone, anche quelle apparentemente non necessarie: sarà il medico, poi, a fare una cernita di ciò che è essenziale e di quanto invece è ininfluente. Di regola un medico di base conosce già la storia clinica dei suoi pazienti (malattie pregresse o in atto, familiarità di certe malattie, cicli terapeutici, interventi chirurgici, ecc., senza escludere lo stile di vita del paziente) ed è in grado di orientarsi velocemente verso una diagnosi che però in prima istanza può essere ancora dubbia, dato che un sintomo (per esempio il prurito notturno a una caviglia) può essere un effetto di una malattia (per esempio un banale dermatite) o di altre ben più gravi (un inizio di diabete e perfino di peggio). Di qui, dopo i normali controlli in ambulatorio e prima della diagnosi definitiva, la necessità di ricorrere a esami di laboratorio, che vengono prescritti secondo una precisa "scaletta" che tende a eliminare una dietro l'altra le ipotesi diagnostiche che si sono affacciate dopo la descrizione dei sintomi (esame del sangue, esame delle urine, radiografie, elettrocardiogrammi, ecc., fino alla TAC, nel caso che dopo i primi esami i dubbi persistano).

Una volta che il medico pensa di aver individuato la patologia, se non è costretto a inviare il paziente in ospedale, prescrive la cura adatta che il malato deve seguire con la massima accuratezza per due buoni motivi: il primo è che la medicina non è una scienza esatta e una cura, che va bene per un individuo non è detto che sia efficace per tutti; ossia, la medicina è una scienza statistica e il malato deve augurarsi di rientrare nei casi che quel dato farmaco è in grado di risolvere. Il secondo motivo è che i farmaci, e certi farmaci in modo particolare (come per esempio gli antibiotici), vanno assunti esattamente nei tempi (giorni e orari) prescritti dal medico; diversamente non soltanto non si riesce a guarire, ma il nostro medico può essere portato a pensare che la diagnosi fatta sia sbagliata e che forse solo lo specialista possa risolvere il caso.

Ancora una raccomandazione si impone: non sottovalutiamo i sintomi e non ostiniamoci a curarci da soli, prima di tutto perché non siamo attrezzati a interpretarli (non è detto che un comune mal di pancia sia necessariamente indizio di una colite), poi perché quasi tutti i farmaci presentano delle controindicazioni, talora anche gravi, che possono essere monitorate solo dal medico curante.