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Cardiochirurgia

La cardiochirurgia è quella branca della cardiologia che si occupa degli interventi chirurgici sul cuore e sulle arterie che portano sangue al cuore.

Il medico specialista viene chiamato cardiochirurgo / cardiochirurga.

Le malattie aterosclerotiche sono la causa di più alta mortalità nel mondo (circa il 50%), perciò la cardiochirurgia interviene nelle patologie congenite o acquisite quando la terapia farmacologica si rivela insufficiente.

Nata negli anni '50 con l'intervento di Blalock finalizzato a trattare il cosiddetto "morbo blu" nei bambini affetti da tetralogia di Fallot, in questi ultimi tempi ha ottenuto risultati chirurgici eccezionali a mano a mano che si è affinata la tecnica della circolazione extracorporea (per mezzo di una macchina cuore-polmone), in alternativa a quello, più problematico, dell'ipotermia.



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Oggi l'intervento cardiochirurgico è praticato con buon successo nelle cardiopatie congenite per correggere difetti anatomici del cuore, anche a cuore e torace chiusi, raggiungendo le cavità cardiache per mezzo di sottili cateteri che vengono introdotti in una vena o in un'arteria periferiche, a seconda delle cavità che si vogliono raggiungere.

Uno dei campi della patologia cardiaca che non abbia alternative farmacologiche è indubbiamnte quello delle cardiopatie valvolari, il cui esito è lo scompenso cardiaco totale, spesso accompagnato da altri problemi (aritmie, facilitata formazione di emboli atriali, etc.). L'intervento consiste nell'asportazione totale della valvola interessata, seguita dalla sostituzione della stessa con una protesi meccanica (ne esistono di vario tipo: a pallina, a disco, etc.) , oppure con l'innesto di valvole provenienti da cuori animali che però danno problemi di rigetto del trapianto.

Schema di un apparecchio per la circolazione extracorporea
Schema di un apparecchio per la circolazione extracorporea associato a uno scambiatore di calore, che abbassa la temperatura del sangue.

Invece nel campo delle cardiopatie ischemiche le tecniche variano da un centro specializzato a un altro e spesso anche da operatore a operatore. In generale, dopo una coronarografia che permette di valutare il grado di ostruzione delle coronarie, si collega la coronaria interessata all'ostruzione con un vaso sanguigno arterioso saltando il vaso ostruito (bypass).

Naturalmente molto più impegnativo è il trapianto cardiaco, che dopo un periodo di grande entusiasmo, è rientrato nell'ambito della sperimentazione, anche se alcune persone vivono da anni con cuore trapiantato e stanno bene.

L'impianto di un cuore artificiale, infine, presenta ancora inconvenienti tali che è in fase del tutto sperimentale. Quello recentemente sviluppato da Jarvik sostituisce solo una parte del cuore umano (i due ventricoli), ma è troppo voluminoso: la centralina di comando, il compressore, l'essiccatore per l'aria da soli raggiungono un peso di circa 200 chili. La stessa protesi, che pur sostituisce soli i due ventricoli, è talmente voluminosa, che può essere trapiantata solo se il paziente ha il torace sufficientemente largo.

Ovviamente il cardiochirurgo interviene anche per exeresi di tumori, di solito mixomi atriali e per ablazione di aritmie complesse, in genere fibrillazione atriale.